lunedì 20 giugno 2011

non è una ricorrenza, è un amore che o ce l'hai o non potrai mai averlo...

...mi son svegliata con i fuochi d'artificio questa mattina: 2o giugno 2o11. Santa Maria della Sorresca nella testa, la sua canzone canticchiata in testa a memoria ed un segno della croce che ti parte spontaneo dal profondo cuore. Gesti naturali da quando ho messo piede, diciassette anni fa, nel mio Paese natio: San Felice Circeo. Fisso lo sguardo sul soffitto, il rumore assordante come sottofondo ad i miei pensieri. Immediatamente sono tornata sulle ginocchia di nonno ascoltando con un viso imbambolato la storia di quella Madonnina che al Circeo proprio non ci voleva stare, alle processioni viste, a tutte quelle persone accorse da ogni parte per onorarla come se poi, dopo una visita al suo Santuario, il cuore gli sorridesse da solo. Non la capivo l'armonia e l'andare affannato loro, quella voglia insolita di camminare e di cantare a squarcia-gola una canzone chierica, la lunga attesa ed un segno della croce, mille baci ed un offerta continua di tutti. Non l'h capito fin quando non l'ho fatta con le mie gambe, fin quando non mi sono calata in quella processione che ti riempe l'anima d'amore, ti fa venire i brividi e ti pervade per giorni. Oggi m'è successa la stessa cosa vivendola, purtroppo da fuori. Sto male, mi piangeva il cuore a non poterla accompagnare in grazia, ma non potevo farcela. 'Sta malattia mi logora sempre di più. Eppure sono andata a vederla, non potevo mancare. Ero lì, in prima fila, quando il suo Stendardo, le sue fiaccole e la sua statua mi sono passate davanti per raggiungere il Lago di Paola. Ero lì ed i brividi mi son venuti lo stesso. Un pensiero poi è volato al passato in ricordo di nonno che me la fece conoscere, zio che ci aspettava alla stradina a sinistra mangiando ciliegie ogni anno lì, nello stesso luogo e allo stesso orario, a nonna che si commuoveva come una bambina quando la vedeva passare e mi faceva fare il segno della croce, ad i miei cugini che piangevano come disperati perchè impauriti ed infine a lui, a Gianluca, che l'ho conosciuto da poco, ma è un angelo (al quale non smetterò mai di dire 'grazie'). Condivide anche lui lo stesso amore forte ed implacabile che provo io e mi è venuto in mente per tutta la durata della processione...quanto mi sarebbe piaciuto onorarla, ma non potevo. Non ne ho le forze. Eppure l'ho vista...anche oggi, come tutti gli anni, era bellissima... Non è una ricorrenza questa, quella di contare i giorni che ti separano da lei; non è una festa, quella di farsi km di strada per lei, non è gioia di stare con i tuoi amici quella di accompagnarla nel suo regno, è amore: o ce l'hai o non te lo crei. Le emozioni non sono fatte per tutti, chi le prova è un suo vero fedele ed è di questi il grido 'EVVIVA MARIA!!'

Nessun commento:

Posta un commento